Nuova rete scolastica, l'assessore Soldati: "Passaggio culturale rilevante"

Al centro dell’incontro la futura articolazione sul riminese della rete scolastica alla luce delle indirizzi emanati dalla Regione

Si è riunita lunedì in Provincia la Conferenza provinciale di coordinamento per le politiche scolastiche e formative presieduta dall’assessore Meris Soldati e composta dagli amministratori degli Enti locali, dalla Camera di commercio, dal dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, dai dirigenti scolastici e dagli Enti di formazione. Al centro dell’incontro la futura articolazione sul riminese della rete scolastica alla luce delle indirizzi emanati dalla Regione.

“Il processo deve essere ampiamente partecipato – ha esordito l’Assessore provinciale alla Scuola Meris Soldati – vedere il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei Dirigenti scolastici , del corpo docente del personale amministrativo tecnico ed ausiliario oltre che delle famiglie.” “Stiamo affrontando un passaggio culturale assai rilevante che vede un indirizzo importante, ma non nuovo, da parte della Regione in cui si indica ai Comuni la necessità di attivarsi al fine di creare sui propri territori istituti comprensivi di scuola dell’infanzia primaria e media – ha aggiunto l'assessore -. Una indicazione con un “obiettivo pedagogico alto” che deriva dagli esiti delle esperienze già presenti sul territorio regionale e non da meri obiettivi “ragioneristici” che hanno fatto si che nella manovra di luglio detto modello organizzativo sia stato reso obbligatorio per il sistema educativo italiano”.

“Ciò non significa far scomparire “le scuole” attualmente esistenti – ha proseguito Soldati -, bensì articolarle ed organizzarle in maniera differente con il fine di migliorare e rendere più coerente il progetto formativo rivolto agli alunni dai 3 ai 14 anni. I tre gradi scolastici (infanzia, primaria e scuola media) continuano a funzionare distintamente secondo le loro caratteristiche (programmi, orari, insegnanti), ma l’azione didattica degli insegnanti viene meglio organizzata e coordinata”.

“Infatti – ha ricordato Soldati - nell’istituto comprensivo si costituiscono una sola presidenza, un solo consiglio di istituto, un collegio dei docenti unitario, per affrontare in modo integrato i vari aspetti della vita della scuola, relativi alle scelte educative e didattiche, alla valutazione degli alunni, alla gestione dei finanziamenti.

“La Regione – ha garantito l'assessore - è perfettamente consapevole che seppure l’indicazione contenuta nei suoi indirizzi non è nuova non tutte le realtà possono essere pronte a questo passaggio pertanto puntando su alcune parole chiave quali gradualità ed ampia partecipazione spinge i Territori all’adozione di questo modello organizzativo entro il prossimo triennio (quindi a partire dall’AS 2012/2013 ed entro l’AS 2014/2015)”.

Al momento in provincia di Rimini sono presenti 12 Istituti comprensivi che raccolgono complessivamente 11.579 studenti su 26.459 che frequentano le scuole statali dei tre ordini interessati (infanzia primaria e media).

 

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