Giorno della Memoria, a Rimini 50 anni d'attività di educazione per i giovani

Ma oltre a mostre e testimonianze, il programma di quest’anno presenta anche iniziative pensate sia per i bambini delle elementari che per le scuole superiori proponendo iniziative centrate sulle giornate nazionali della memoria

Compie 50 anni l’attività a favore della memoria della deportazione e della shoah promossa dall’Amministrazione comunale: mezzo secolo di progetti di educazione e di approfondimento rivolto in particolare ai più giovani che rendono la città di Rimini un caso unico in Italia, la prima ad aver avviato un percorso per conoscere e riflettere sulla storia. “Aver costruito un progetto strutturato sulla memoria, che prosegue da 50 anni, è un motivo di vanto per la città – ha commentato il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che ha presentato le iniziative della Giornata della Memoria affiancato dall’assessore alla cultura Massimo Pulini, l’assessore alle politiche giovanili Sara Visintin e la curatrice dell’attività di educazione alla Memoria Laura Fontana – In un mondo che va troppo veloce e dove tutto si cancella con un tweet, un progetto come questo ha un valore particolare. Credo che per una città come la nostra, che vuole guardare al futuro e avere lo sguardo in avanti, sia ancora più importante avere delle coordinate precise, una bussola con cui orientarsi”.

Era il 1964 quando il Consiglio Comunale di Rimini, su proposta dell’allora assessore alla pubblica istruzione Luciano Gambini (alla cui memoria è dedicato il progetto di quest’anno), decise di promuovere i viaggi scolastici ai lager nazisti. Un’iniziativa e una sensibilità che di fatto hanno reso Rimini la prima istituzione pubblica italiana a intraprendere un simile progetto, che fin dagli inizi ebbe ben chiaro l’intento di fare della memoria storica della barbarie dei campi di concentramento, delle persecuzioni e dello sterminio degli ebrei, non una mera commemorazione ma un vero e proprio momento di riflessione politica. “Non si vuole solo trasmettere conoscenza alle nuove generazioni – precisa Laura Fontana, nominata nel 2009 responsabile per l’Italia del Mémorial de la shoah di Parigi – ma spingere i ragazzi a domandare, a interrogarsi e a riflettere”.

Dal 1964 a oggi, sono più di duemilacinquecento i ragazzi delle scuole di Rimini che hanno avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza storica della deportazione e della Shoah, visitando un campo di concentramento o di sterminio, o un luogo della memoria, ma sono anche migliaia gli insegnanti della nostra provincia e di tutta Italia che hanno avuto l’opportunità di aggiornare le proprie conoscenze storiografiche e le proprie competenze didattiche relative al difficile insegnamento della lezione di Auschwitz. Un lungo cammino per tenere viva la memoria e coltivare la conoscenza e lo studio della storia che non può che riempire d’orgoglio, soprattutto se si pensa che oggi Rimini, grazie al suo progetto, è al centro di relazioni con istituzioni universitarie, centri di ricerca, musei e memoriali in Italia ma anche nel mondo.

Il progetto di quest’anno ha per tema “Storie di bambini e adolescenti sotto il Terzo Reich (1933-1945)” e propone un fitto calendario di iniziative tra film, testimonianze, incontri, conferenze, spettacoli, seminari di studio. Da segnalare la mostra documentaria “Anne Frank, una storia attuale” a cura della Anne Frank House di Amsterdam e allestita con il sostegno dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia. La mostra, che inaugurerà domenica 26 gennaio alle 11 nelle sale del Palazzo del Podestà (fino al 23 febbraio), “ha girato il mondo – ha spiegato Aart Heering, intervenuto alla conferenza stampa in rappresentanza dell’Ambasciata dei Paesi Bassi – Sono davvero contento che venga inserita in un progetto così articolato e che celebra i suoi cinquant’anni. La mostra è realizzata pensando ai ragazzi, ma può essere molto interessante anche per agli adulti”. Attraverso la mostra infatti, Anne idealmente parla ancora oggi ai suoi coetanei attraverso la forza della sua celebre testimonianza, dando voce, attraverso il suo diario di adolescente braccata dai nazisti e condannata a morte, ai sogni e alle sofferenze di centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze ebrei perseguitati.

E dal vivo, invece, Rimini ospiterà le sorelle Andra e Tatiana Bucci (24 gennaio ore 10 al teatro Novelli), le più giovani sopravvissute italiane di Auschwitz, dove vennero deportate all’età di 4 e 6 anni con la mamma e si salvarono perché il Dr. Mengele le scambiò per gemelle e le destinò ai suoi crudeli esperimenti medici, senza fortunatamente avere il tempo di praticarli sulle sorelline. Il 26 gennaio sarà Nico Kamp, oggi console onorario dei Paesi Bassi a Firenze, a portare la propria drammatica testimonianza di bambino ebreo che riuscì a salvarsi dalla deportazione perché la mamma Inge riuscì a nasconderlo presso una famiglia non ebrea. La mamma di Nico fu deportata con l’ultimo treno partito nel settembre 1944 da Westerbork per Auschwitz dove fu internata nella stessa baracca di Anne e Margot Frank.

Ma oltre a mostre e testimonianze, il programma di quest’anno presenta anche iniziative pensate sia per i bambini delle elementari che per le scuole superiori proponendo iniziative centrate sulle giornate nazionali della memoria (Giorno della Memoria 27 gennaio e Giorno del Ricordo 10 febbraio) nonché su due giornate internazionali che toccano temi altrettanto importanti: la Giornata europea dei Giusti, coloro che misero a rischio la propria vita per salvare quella dei perseguitati (6 marzo) e la Giornata mondiale contro il razzismo (21 marzo).

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