Presidio in piazza Cavour contro ogni forma di razzismo e discriminazione

Confermata la manifestazione, non mancano le polemiche. Gennaro Mauro: "Non ci stiamo a strumentalizzare in fini politici un'aggressione compiuta da una persona con gravi problemi mentali"

Inizierà alle 10 in piazza Cavour il presidio contro ogni forma di razzismo, discriminazione e violenza promosso dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con molte realtà e associazioni del territorio. Un momento per la nostra comunità per fermarsi e riflettere a seguito del grave episodio accaduto al giovane Emmanuel NNumani, il richiedente asilo nigeriano che ancora lotta tra la vita e la morte all’ospedale Infermi di Rimini dopo l’aggressione dieci giorni fa. Il presidio, al quale hanno già aderito una quarantina di associazioni e organizzazioni del territorio, prevede gli interventi del Vescovo Francesco Lambiasi, del sindaco Andrea Gnassi, del segretario della Cgil Rimini Graziano Urbinati e del presidente Associazione Senegalese della provincia di Rimini Papa Modou Seck, in rappresentanza della popolazione straniera che vive nel riminese.

"Il Movimento Nazionale per la Sovranità non farà a passerella in piazza Cavour". Ad annunciarlo polemicamente è il capogruppo in consiglio comunale, Gennaro Mauro, che allo stesso tempo sottolinea come "Non ci stiamo a strumentalizzare in fini politici un'aggressione ad un giovane nigeriano compiuta da una persona con gravi problemi mentali. Concordiamo con l'impegno di combattere ogni forma di discriminazione razziale, ma siamo del parere che la manifestazione organizzata dal Sindaco più che unire ha l'obiettivo di condannare quei riminesi che non vogliono le micro aree dei nomadi sparse per la città, quelli che condannano il vagare dei profughi per le strade, e quelli che dicono "prima vengono gli italiani"".

"Siamo convinti - prosegue Mauro - che a partecipare sarà il mondo dell'associazionismo, quello delle cooperative e gli imprenditori che si distribuiscono a Rimini una torta di almeno 10 milioni di euro all'anno per la gestione dell'emergenza profughi. Vorrei evidenziare a Rimini non esistono i germi del razzismo, ci siamo sempre distinti per la cultura dell'accoglienza,  e  non possiamo definire razzista colui che è esasperato delle 35 o 60 euro giornaliere stanziate per i profughi quando vive in una condizione di indigenza dovuta dalla mancanza di lavoro, magari che si vede proprio preferito da un cittadino straniero extracomunitario solo perché accetta di essere sottopagato. Su questi aspetti bisogna aprire una seria riflessione che riguarda sia i profughi abbandonati a se stessi, sia le tante famiglie riminesi che non arrivano a fine mese. Siamo dell'avviso, come Movimento Nazionale per la Sovranità, che lo Stato Italiano debba corrispondere alle famiglie italiane che vivono  in povertà le medesime risorse attribuite ai profughi. A Rimini significherebbe che le 2.000 famiglie più povere potrebbero essere aiutate con un contributo mensile di 400 euro".

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