La protesta dei precari della scuola arriva in prefettura

Dopo il presidio l'incontro con la prefetta. Tanti i problemi affrontati, dalle tempistiche nel ricevere lo stipendio al tema degli insegnanti di sostegno che pagano di più la precarietà

I lavoratori e le lavoratrici della scuola urlano a gran voce "Basta precarietà"! Un grido d'aiuto lanciato con un sit-in davanti alla prefettura, martedì 12 marzo, alle 17.30. La prefetta Alessandra Camporota ha poi incontrato la delegazione sindacale impegnata nel presidio dei precari della scuola, costituita dai segretari territoriali della Flc Cgil, Cisl Fsur e Uil Scuola Rua e da alcuni lavoratori precari è stata ricevuta dal Prefetto dott.ssa Alessandra Camporota.

La prefetta ha ascoltato con attenzione tutte le problematiche esposte dalle organizzazioni sindacali che hanno mostrato i dati delle cattedre vacanti a livello nazionale per arrivare ad un focus sulla provincia di Rimini, specificando come sia a rischio un ordinato avvio del prossimo anno scolastico. Sono state poi illustrate le criticità relative ai percorsi di reclutamento in atto ed esposte le proposte delle parti sindacali. 

L'incontro è proseguito con le testimonianze delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola che hanno raccontato i loro vissuti: dalla difficoltà a conciliare vite lontane dalle famiglie pur di ottenere un contratto anche se a tempo determinato, ai problemi connessi all'erogazione dei salari, dalla fatica a rincorrere percorsi di reclutamento in continua trasformazione, alla preoccupazione di garantire un lavoro di qualità nelle scuole. E’ stato poi affrontato il delicato tema degli insegnanti di sostegno che, insieme ai diplomati magistrali, pagano forse più di altri l'assenza di prospettive certe. Si è anche entrati nel merito delle condizioni di lavoro del personale ATA che, tra compiti devoluti dall'Amministrazione, riduzione dei contingenti e blocco delle sostituzioni, vive quotidianamente una condizione di lavoro ormai insostenibile. 

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In chiusura è stato ribadito come la diffusa condizione di precarietà assieme a stipendi ampiamente sotto la media europea rappresentano una criticità che non può più essere disconosciuta dal Governo.  Poiché la prospettiva di una stabilizzazione si intreccia, oggi, anche con la questione dell'autonomia differenziata, la delegazione sindacale ha espresso anche una forte preoccupazione per la tenuta del sistema di istruzione statale. 
La prefetta ha mostrato una grande sensibilità sul tema e, quale garante della coesione sociale, si è impegnata a farsi portavoce, attraverso un'articolata relazione al Governo, delle istanze dei lavoratori della provincia di Rimini che intrecciano la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori con quelli del diritto allo studio. 

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