Rimini ricorda nel 36° anniversario le vittime della Strage alla stazione di Bologna

Il Gonfalone della Città, accompagnato dall’assessore Mattia Morolli e dagli agenti della Polizia municipale, è stato presente alla cerimonia commemorativa

Il Gonfalone della Città, accompagnato dall’assessore Mattia Morolli e dagli agenti della Polizia municipale, è stato presente alla cerimonia commemorativa del XXXVI anniversario della Strage alla stazione di Bologna. Una strage, quella che colpì Bologna e l’intero Paese, dove persero la vita 85 persone tra le quali la giovanissima riminese Flavia Casadei. Anche le Grandi Officine Ferroviarie di Rimini hanno voluto come ogni anno commemorare le vittime della strage con una cerimonia che si è tenuta all’interno del complesso ferroviario a cui ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione comunale il Vicesindaco Gloria Lisi

“Trentasei anni dopo – ha detto il Vicesindaco Lisi nel suo intervento - per ricordare la più devastante, vigliacca, dolorosa ferita nella storia di questo Paese. Trentasei anni dopo, con un dubbio: quanto della strage di Bologna è conosciuto da chi, oggi, ha vent’anni? A volte abbiamo l’impressione di trovarci davanti a un’Italia senza memoria. Non frutto di una rimozione per motivi ideologici ma, peggio, culturali. In quest’ultimo quarto di secolo abbiamo assistito a una regressione della civiltà e dell’impegno individuali. Ma il valore di momenti come quello di oggi si misura con il metro del presente e del futuro. E siamo fermamente convinti che finché ogni 2 agosto saremo qui a ricordare, questa nostra democrazia vivrà. Per questo continuando ad esserci vorremmo che molti altri ci siano. “

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Flavia Casadei, diciotto anni compiuti da poco, frequentava la quarta liceo scientifico a Rimini: aveva ottenuto la borsa di studio ogni anno fin dalle elementari. Quel sabato due agosto stava viaggiando verso Brescia dove l'aspettava uno zio. Flavia era uscita di casa, a Rimini, molto presto e un'ora dopo aveva telefonato ai genitori dalla stazione: "Il treno è in ritardo, avvertite lo zio a Brescia". Per quel ritardo aveva perso la coincidenza a Bologna e alle 10,25 stava aspettando il treno per Verona.

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