Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Il coltivatore di marijuana nuovamente in manette per maltrattamenti in famiglia

La piantagione era stata scoperta dai carabinieri intervenuti per sedare una lite di coppia

Lo scorso 19 gennaio un 30enne di Santarcangelo era finito in manette in quanto i carabinieri, intervenuti nella sua abitazione per sedare una lite con la sua compagna, avevano scoperto nell'appartamento una rigogliosa piantagione di marijuana. Per il santarcangiolese, in quella occasione, le accuse erano di coltivazione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio ma, gli inquirenti dell'Arma, avevano voluto vederci più chiaro sulla situazione della coppia. Il proseguo delle indagini ha così accertato che la ragazza, in varie occasioni precedenti, era già stata oggetto di maltrattamenti da parte del 30enne a causa del suo carattere violento.

Proprio l’arresto del convivente e la professionalità dimostrata dai carabinieri intervenuti, che riuscivano a conquistare la sua fiducia, hanno indotto la donna a denunciare, in lacrime, tutte le angherie della quale era stata vittima, dal settembre del 2016 fino ad allora. In particolare la sera stessa dell’arresto, era stata denigrata, minacciata e percossa numerose volte dal convivente, che solitamente agiva sotto l’effetto di sostante stupefacenti e alcoliche, anche in presenza della figlia di appena 6 anni. In alcune occasioni, la donna sarebbe stata anche costretta a subire atti sessuali contro la sua volontà. E' stata così chiesta e ottenuta un'ordinanza di custodia cautelare in carcere che, nella giornata di lunedì, è stata eseguita dai carabinieri. Portato in caserma per le pratiche di rito, per il santarcangiolese si sono poi aperte le porte del carcere dei "Casetti".

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