Rischia la chiusura: appello agli amministratori per salvare lo sportello "Per Lei"

L'appello del Coordinamento Donne Onlus è stato presentato martedì in sede di riunione della "Rete Antiviolenza" della Provincia di Rimini, dove ha riscontrato l'assenso della maggioranza delle associazioni presenti

Il Coordinamento Donne Rimini onlus ha inviato ieri un appello per salvaguardare lo sportello provinciale “Per Lei. Servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne il difficoltà”. L’appello è stato inviato all’assessore alle Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna Emma Petitti, al presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi, ai membri del Consiglio provinciale della Provincia di Rimini, ai sindaci dei Comuni della Provincia di Rimini.
 
Nell’appello, il Coordinamento Donne Rimini chiede di mettere in atto ogni iniziativa possibile volta al mantenimento e al rafforzamento dello sportello provinciale “Per Lei. Servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne il difficoltà”. Un Appello quanto mai urgente, perché tra pochi giorni, come si legge nell’appello, «il 28 febbraio 2015, a seguito della complessa fase di riorganizzazione istituzionale che la Provincia sta attraversando e a causa dell’assenza di finanziamenti disponibili, lo sportello “Per Lei. Servizio di accompagnamento e inclusione sociale per donne in difficoltà”, rischia di terminare la sua attività».
 
L’appello prosegue spiegando che "si tratta di un servizio fondamentale per il nostro territorio, nato nel novembre 2005,  che negli anni  ha accolto  più di 1.650 utenti. Per il 90%  si tratta di donne, nella metà dei casi di nazionalità italiana, nell’altra metà dei casi provenienti da altri paesi d’origine, quasi tutte poco consapevoli dei propri diritti, spesso vittime di violenza all’interno della propria famiglia, precarie nel lavoro perché disoccupate o con lavori atipici e part time, con nuclei familiari a rischio di una conflittualità che può diventare abuso e violazione dei diritti fondamentali. Il servizio ha accolto, tra gli altri, anche lavoratori e lavoratrici discriminati sui luoghi di lavoro, perché portatori di handicap o perché stranieri o omossessuali".

Continua: "la peculiarità di questo sportello – che lo ha reso un unicum nei servizi sul territorio – è quella di offrire consulenze diversificate, mettendo in campo un insieme di operatrici integrate nelle modalità di lavoro e negli obiettivi generali, in grado di dare risposte mirate a problemi specifici e in stretta sinergia con l’ufficio della Consigliera di Parità. Per dare continuità all'esperienza preziosa dello sportello Per Lei, ormai consolidata sul territorio, è stata avanzata la proposta che tutti i Comuni del territorio provinciale possano farsi carico del problema e cofinanziare il Servizio in modo proporzionale alla popolazione residente". 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"La proposta prevede un'evoluzione dello sportello stesso, che diverrebbe un servizio denominato Donne-Diritti-Differenze-Discriminazione con carattere polifunzionale, come un sistema integrato di 6 sportelli di consulenza specifica (Sportello diritti, Sportello sostegno psicologico, Sportello antiviolenza e antistalking, Sportello migranti, Sportello ascolti arcobaleno, Consulenze lesbiche gay bisessuali transessuali, Sportello antidiscriminazione), dedicati principalmente a offrire ascolto, sostegno, orientamento in materia di antidiscriminazione, politiche di genere e di pari opportunità, violenza contro le donne e problematiche specifiche legate alle persone LGBT. Dal punto di vista organizzativo, il progetto prevede la predisposizione di 3 poli di consulenza diretta (uno nel distretto nord, uno nel distretto sud e uno nel comune di Rimini) in grado di lavorare con modalità organizzative e di accoglienza coordinate e condivise da realizzarsi attraverso una pratica di costante aggiornamento".
 
"Ad oggi questo importante progetto sembra non essere destinato a realizzarsi ed i cittadini della provincia di Rimini rischiano di perdere un importante servizio, punto di riferimento per la tutela dei diritti fondamentali e il contrasto di ogni discriminazione - prosegue -. Chiediamo quindi ai rappresentanti istituzionali della Regione Emilia-Romagna, della Provincia di Rimini e dei Comuni della Provincia di farsi carico del problema, impegnandosi a garantire la continuità di questo importante servizio". L’appello del Coordinamento Donne Onlus è stato presentato martedì in sede di riunione della "Rete Antiviolenza" della Provincia di Rimini, dove ha riscontrato l'assenso della maggioranza delle associazioni presenti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, quota 100 contagiati nel Riminese: boom di tamponi

  • Continuano a crescere i nuovi positivi, Rimini tra le province peggiori in regione

  • Nuovo dpcm, è un mini lockdown: ristoranti chiusi alle 18. Stop per cinema, palestre e teatri

  • Coronavirus, contatti diretti e indiretti: cosa fare se sospetto di essere stato contagiato?

  • Coronavirus, in arrivo la nuova stretta. Verso lo stop di palestre e cinema. Per i ristoranti chiusura anticipata

  • Autobus sorpassa gruppo di ciclisti, rovinosa caduta per un corridore amatoriale

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RiminiToday è in caricamento