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Stefano Manzi: "Sono pronto a perdonare Fenati per il suo gesto"

Il pilota riminese: "L'unica cosa che non mi è piaciuta è quando ha parlato di provocazioni: io non ho provocato nessuno, la bagarre fa parte del nostro sport"

"Sono già pronto a perdonarlo, facciamo soltanto sbollire un attimo le cose: non gli ho fatto causa e non ho intenzione di farlo, preferisco metterci una pietra sopra e andare avanti". Stefano Manzi, il pilota riminese del Team Forward in un'intervista esclusiva a Sportmediaset, ha raccontato gli attimi in cui Romano Fenati gli ha 'pinzato' la leva del freno anteriore, domenica scorsa durante la gara della Moto2 a Misano, rischiando di causare un incidente. "Quando Romano ha allungato il braccio ho avuto quel mezzo secondo per capire che c'era qualcosa che non andava - ha detto il pilota riminese - ma sono convinto che non volesse farlo con cattiveria, nonostante il gesto sia brutto. L'unica cosa che non mi è piaciuta è quando ha parlato di provocazioni: io non ho provocato nessuno, la bagarre fa parte del nostro sport. A ogni modo, non ho avuto paura: è stata una 'sbacchettata', avrei preso paura se fosse andata peggio. Anche se, onestamente, dopo un fatto del genere non penso che avremmo potuto convivere nello stesso team, ma prima di Misano non ho mai avuto problemi con lui".

Intanto dopo le sanzioni in gara, il licenziamento in tronco dall'attuale team e di quello nel quale avrebbe dovuto correre il prossimo anno e l'apertura di un fascicolo da parte della Procura di Rimini, si attendono nuovi guai per il pilota ascolano 22enne Romano Fenati. La Fim, infatti, ha convocato Fenati nel quartier generale di Mies, in Svizzera, dove il 22enne dovrà dare una motivazione alla sua condotta. “In considerazione della natura oltraggiosa e scioccante dell'atto del signor Fenati - spiega una nota della Federazione Motociclistica Internazionale - la FIM ha preso il tempo necessario per riflettere serenamente sull'incidente, che ha suscitato forti emozioni in tutto il mondo del motociclismo e non solo. La FIM ha deciso di convocare il pilota presso la FIM HQ (Svizzera) per discutere la situazione con lui prima di intraprendere qualsiasi azione che la FIM possa ritenere appropriata”.

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