Stupri di Rimini, Del Piccolo (Ugl di Forlì-Cesena e Rimini): “Chiediamo il massimo della pena"

La segretaria del sindacato che della battaglia in difesa delle donne, da anni, sul fronte sindacale, ha fatto una sua bandiera

“Stupri e femminicidi. Continua in tutta Italia la scia di violenza che colpisce le donne: Per i colpevoli dello stupro di Miramare di Rimini, come per il femminicidio della giovane Noemi , uccisa in provincia di Lecce chiediamo il massimo della pena. Auspichiamo che in questi tragici e sconvolgenti casi i magistrati non procedano a colpi di attenuanti e ispirati dal principio buonista che chi commette crimini efferati possa essere recuperato alla società a suon di sconti di pena e permessi premio!”: questo il commento del segretario dell'Ugl di Forlì-Cesena e Rimini Emanuela Del Piccolo, che della battaglia in difesa delle donne, da anni, sul fronte sindacale, ha fatto una sua bandiera. “Questi fatti di cronaca che ricorrono sempre più spesso e che macchiano la convivenza sociale anche in Emilia-Romagna oltre che in provincia devono essere arginati con provvedimenti che garantiscano a tutti i cittadini la certezza della pena, ma non basta...”, aggiunge Emanuela Del Piccolo. In Emilia-Romagna, nel 2016 ben 11 donne sono morte uccise dai loro partner ed ex partner. Il femicidio è l’apice di una violenza strutturale contro le donne, che ha molte forme.

“Emerge - aggiunge Emanuela Del Piccolo - più che mai la questione educativa, la questione del malessere sociale e il degrado in cui vivono certe famiglie: prova ne è l'atteggiamento del padre di uno dei minorenni coinvolti nello stupro di Rimini e del padre del killer di Noemi. Spicca una cultura dello stupro che legittima la violenza maschile sulle donne a un immaginario mediatico (in tv come sul web, nei social) sessista e misogino, che le ingabbia in stereotipi mortificanti. Che si aggiunge alle discriminazioni e molestie sul luogo di lavoro alla mancanza di una educazione alle differenze nelle scuole e in generale di azioni di prevenzione della violenza sulle donne che come sindacato denunciamo da anni”.

L' Ugl di Forlì-Cesena e Rimini sottolinea che i colpevoli di questi omicidi hanno confessato e – indagini e processi a parte – mettono già a nudo la questione etica “la perdita definitiva della sacralità della vita” e la necessità di un migliore sistema di protezione delle vittime di violenza. Le donne che si sono rivolte ai 13 centri che compongono il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna in cerca di aiuto nel 2016 sono state 3431, anche quest’anno in leggero aumento rispetto al precedente, in cui gli stessi centri avevano accolto 3353 donne (+2,2%). “Ed è nostro auspicio che non soltanto vengano comminate le pene più severe ai colpevoli ma che gli apparati investigativi vengano messi in condizioni di svolgere al meglio le indagini. Le statistiche ci ricordano infatti che a tutt'oggi una violenza sessuale su quattro resta impunita e dunque senza alcun colpevole: come attesta una recentissima rilevazione statistica dell’associazione Demoskopika sul fenomeno della violenza sulle donne”: conclude il segretario dell'Ugl di Forlì-Cesena e Rimini Emanuela Del Piccolo.

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