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Domenica, 29 Maggio 2022
Politica

Bando delle Periferie, Rimini fanalino di coda nella graduatoria

Il senatore Croatti (M5): "A Rimini sanata una situazione incostituzionale creata dal PD, più fondi per i Comuni"

“Rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini da noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 Enti locali. È il colmo che oggi il Pd ci attacchi visto che ha votato a favore dell’emendamento ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale: le sentenze della Consulta non valgono più per il Partito democratico?”. A dichiararlo è il senatore pentastellato riminese, Marco Croatti, che torna ad intervenire sui 18 milioni di euro che il Governo a congelato a Rimini per il progetto sulle periferie e, in particolare, per il lungomare nord della città.

Il governo, spiega, ' intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale garantendo "immediata finanziabilità" per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70 centesimi". E andando ad "analizzare i restanti progetti" per "valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso - aggiunge Croatti - le spese progettuali già sostenute verranno rimborsate". Rimini, secondo la graduatoria, era in 102esima posizione a 10 punti dal minimo. Insomma il Movimento 5 Stelle "rivendica con orgoglio" l'emendamento del "decreto proroga termini grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8.000 Enti locali". Ed è' "il colmo che oggi il Pd ci attacchi visto che ha votato a favore ma, soprattutto, dopo che ha promesso dei fondi con una norma sulla quale è intervenuta una pronuncia di illegittimità costituzionale". Non solo.

Il bando Periferie ha "tolto ai sindaci il diritto di scegliere come usare le risorse come affermato dalla Corte Costituzionale". Da qui la decisione di utilizzare le risorse stanziate per le convenzioni negli anni 2018 e 2019 "non solo per alcuni Comuni capoluogo che hanno partecipato al Bando, ma per tutti gli 8.000 Comuni d'Italia, al fine di consentire alle tante Amministrazioni comunali con avanzi di amministrazione di poterli utilizzare immediatamente per investimenti in opere pubbliche, secondo un criterio di premialità e di equità e rispetto di principi costituzionali. Anci non può rappresentare solo 96 comuni ma ne dovrebbe rappresentare 8000". Come conclude Croatti, i progetti non sono tutti uguali, "è necessario distinguere tra i Comuni che hanno dato avvio a progetti già esecutivi e su cui si è già investito per il rilancio delle periferie e chi invece utilizza questo fondo al solo scopo di creare progetti di facciata".

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