"Consigliere straniero aggiunto: l’integrazione fà la forza"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Nel prossimo consiglio comunale porteremo una mozione che riguarda un tema quanto mai attuale in questo periodo, quello dell’integrazione. Quello che proponiamo è l’istituzione, anche a Santarcangelo, della figura del ‘Consigliere straniero aggiunto ’ , una figura già oggi presente in molti comuni italiani, sia di grande entità come Roma o Napoli, sia in realtà più piccole, come Enna, Martinafranca, Jesi, Ascoli Piceno. Oggi nel comune di Santarcangelo risiedono stabilmente più di 1800 persone di origine extra comunitaria, quasi il 9% della popolazione, e ricordiamo che per ‘extracomunitaria’ si intendono anche svizzeri, americani, indiani, sammarinesi… Persone che hanno qui residenza, lavorano, e pagano le tasse, persone che vengono da uno dei 200 paesi del mondo che non fanno parte della comunità europea, e per questo motivo non hanno diritto di voto, né possibilità di candidarsi ad una carica istituzionale. Fra questi ci sono imprenditori, liberi professionisti, medici, operai, che svolgono la propria attività nel rispetto delle regole e con onestà, ed è a questi soggetti che ci vogliamo rivolgere, in quanto vorremmo che anche loro potessero avere una voce all’interno della nostra amministrazione. La figura del Consigliere aggiunto ha proprio questa funzione, un soggetto eletto dai cittadini extra cee, che ricordiamo, non avrà diritto di voto in Consiglio, ma avrà altresì pari dignità rispetto agli altri consiglieri e diritto di parola, oltre che la possibilità di partecipare a tutte le commissioni e agli altri organi istituzionali, dove potrà portare osservazioni e proposte.

Una proposta di questa portata sicuramente porterà discussioni e polemiche, e a chi già oggi ci accusa di fare una proposta ‘populista’ e con l’unico obbiettivo di acquisire nuovi voti, ricordiamo con molta semplicità che i diretti interessati dalla mozione non hanno diritto di voto, e che non ci sono elezioni in vista a Santarcangelo.  Crediamo fermamente che se da una parte è sacrosanto pretendere che ogni persona rispetti la comunità in cui arriva, le sue tradizioni, e soprattutto le sue regole, dall’altra debba essere riconosciuta pari dignità e pari diritti ad ogni cittadino, indipendentemente dalla sua origine o dalla sua religione. L’iter per l’istituzione di questa figura, anche ammesso che la nostra mozione venga accettata, sarà sicuramente lungo e richiederà molta fatica, ma siamo più che certi che rendere più coesa  ed equa la nostra comunità non potrà che portare benefici al nostro territorio, in termini di sicurezza, crescita , cultura e rispetto reciproco. 

MARCO PAOLINI

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