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Elezioni comunali a Rimini, Sacchetti (Pd) apre alle primarie: "L'unità è lontana"

"Esistono nuove opportunità di confronto, che restano uno strumento a disposizione di fronte alla mancanza di un accordo politico"

Le primarie non sono più un tabù per la scelta del candidato sindaco del centrosinistra a Rimini. L'apertura arriva dal segretario provinciale del Partito democratico, Filippo Sacchetti, al termine di una lunga direzione provinciale (iniziata venerdì scorso e conclusasi ieri sera). Con lo slittamento delle amministrative in autunno, chiarisce il suo pensiero, "esistono nuove opportunità di confronto, persino alle primarie, che restano uno strumento a disposizione di fronte alla mancanza di un accordo politico". Tuttavia, avverte, "nel caso si dovesse arrivare a tanto, non esiste la possibilità che il giorno dopo il nostro confronto non ci sia il candidato che unisca il Pd e il centro-sinistra. Sarà- ribadisce- il candidato di tutti, interprete di un programma solido e di una coalizione larga che tiene insieme la sinistra, le forze liberali e il civismo". Proprio in tema di alleanze, prosegue Sacchetti, è "vitale portare avanti l'idea di un partito aperto al contributo trasversale delle migliori forze in campo e che guarda ai problemi reali con una nuova identità sociale". Dunque "campo largo" senza "preclusioni al dialogo di nessun tipo. Tantomeno con il Movimento 5 stelle". Di certo, "a Rimini il cambiamento non si ferma" e per "occuparsi di servizi di prossimità, scuole, nuovi motori di sviluppo", il Pd "dovrà avere una visione profonda, l'orgoglio per i risultati ottenuti e il ritrovato senso di comunità, ma anche il senso della sfida nel rilanciare sulle scommesse che il futuro ci pone". L'appello è dunque all'"unità, il valore più alto per far sì che il processo collettivo di cambiamento della societa' possa aiutare a stare meglio chi oggi sta peggio".

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Tuttavia, manda a dire il segretario provinciale, "la vera unità è lontana dall'essere raggiunta e gli atteggiamenti personali stanno soffocando ogni ragionamento di buonsenso dietro il paravento di una pacificazione più tattica che di sostanza, visto come si eludono i momenti di incontro". Unità, conclude, è "la capacità di trovare la persona giusta a guidare la città in un momento così difficile. Se un partito non è in grado di fare questo perde la fiducia delle persone e dilapida un patrimonio in modo inspiegabile. Lo si è già visto più volte in passato".  (fonte Dire)

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