Fusione Hera-Acegas, Giorgetti (Pd): "Convergenza di interessi"

"La fusione Hera Spa-Acegas Aps rappresenta una convergenza di interessi e obiettivi fra i Comuni soci dell’azienda e i lavoratori"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

"La fusione Hera Spa-Acegas Aps rappresenta una convergenza di interessi e obiettivi fra i Comuni soci dell’azienda e i lavoratori. Il progetto industriale ha valenza nazionale e strategica, sia per il ruolo che la nuova società potrà assumere nel consolidamento ed efficientamento dei servizi pubblici, sia per eventuali ulteriori aggregazioni, e gli stessi sindacati Cgil-Cisl e Uil dell'Emilia-Romagna hanno valutato positivamente l’operazione come importante progetto capace di contrastare la crisi economica.

Attualmente, come socio di Hera, il Comune di Rimini è socio di un'azienda che occupa oltre 700 lavoratori nell’ambito della Provincia di Rimini. Hera è una realtà pubblica che funziona. Nell’ambito provinciale di Rimini fra il 2005 e il 2011 ha realizzato investimenti operativi per circa 110 milioni di euro, e interventi avranno evidenza nel prossimo futuro, come il raddoppio depuratore di Santa Giustina e relativa condotta o il progetto Rimini Isola incluso nel Piano della salvaguardia della balneazione.

Il piano industriale manterrà la maggioranza pubblica, e non va confuso con il tema delle tariffe. Recentemente infatti si è passati dalla regolazione provinciale (ATO) a quella regionale (Atesir) ma già alcune funzioni del Servizio Idrico Integrato (come l'individuazione del nuovo metodo tariffario) sono state demandate all’Autorità energia elettrica e gas: ciò che conta e che conterà da questo punto di vista sarà sicuramente un'attiva ed influente partecipazione locale per la determinazione degli investimenti sul territorio.

Può essere fondato in questo senso il timore che con la fusione e con l'ingresso di Padova e Trieste nella nuova società, il peso dei Comuni venga ridotto proporzionalmente alla parcellizzazione delle quote. Il progetto industriale presenta quindi punti di forza, soprattutto per l'occupazione, ma anche criticità per il possibile allontanamento dell'azienda e delle decisioni dai territori. Proprio da questa valutazione e per coerenza con le scelte compiute è scaturita la scelta dell'astensione".

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