Lavoratori Pavimental in mobilità, Arlotti interroga il Ministro del Lavoro

"Accanto alle gravi ripercussioni occupazionali – osserva il parlamentare riminese - la procedura di mobilità rischia di portare alla destrutturazione di un settore ad elevata specializzazione e qualificazione"

Rischiano la mobilità i lavoratori della Pavimental, la società in house di Autostrade per l’Italia che ha realizzato la terza corsia dell’autostrada A14. Dieci addetti sono in forze al cantiere riminese dell’azienda, a cui si aggiungono altri 23 occupati a Bologna, 10 ad Ancona e 37 a Fano, per un totale di quasi un migliaio in tutta Italia. Per scongiurare la perdita di posti di lavoro, il deputato Pd romagnolo Tiziano Arlotti ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e a quello dello Sviluppo economico Carlo Calenda, sottoscritta anche da una quindicina di colleghi parlamentari. “Con la chiusura dell’iter legislativo del Nuovo Codice Appalti le società in house delle concessionarie autostradali potranno eseguire direttamente il 20% di lavori, servizi e forniture, e non più il 40% della normativa previgente – spiega Arlotti -. Autostrade per l’Italia ha in scadenza al 31 dicembre un contratto pluriennale per la manutenzione, e ha espresso la volontà di avviare la procedura di mobilità per i dipendenti di Pavimental per mantenere in equilibrio il conto economico”.

I lavoratori a rischio sono ad alta qualificazione e specializzazione, ed operano da anni nel comparto della manutenzione ordinaria e straordinaria, nei servizi di progettazione e ingegneria e nella realizzazione di lavori infrastrutturali. “Accanto alle gravi ripercussioni occupazionali – osserva Arlotti - la procedura di mobilità rischia di portare alla destrutturazione di un settore ad elevata specializzazione e qualificazione, elementi che garantiscono alti standard di sicurezza su tutta la rete autostradale, con evidenti impatti sulle modalità esecutive, nonché sulla qualità e tempestività degli interventi manutentivi, e con un evidente impatto negativo sul servizio all’utenza”. Per questo l’interrogazione chiede ai ministri di intervenire, anche con una modifica della norma, per scongiurare la destrutturazione di un settore industriale così delicato per la tutela del patrimonio infrastrutturale e per la sicurezza stradale.

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