Giovedì, 23 Settembre 2021
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Il commento di un lettore: "Lasciamo la statua di Giulio Cesare a casa sua"

Lettera al sindaco Andrea Gnassi, all’ amministrazione comunale e ai rappresentanti delle istituzioni che dovranno prendere una decisione in merito alla collocazione della statua di Giulio Cesare della ex Caserma di via Flaminia

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RiminiToday

Rivolgo questa mia lettera al sindaco Andrea Gnassi, all’ amministrazione comunale e ai rappresentanti delle istituzioni che dovranno prendere una decisione in merito alla collocazione della statua di Giulio Cesare della ex Caserma di via Flaminia. Volevo innanzitutto fare il mio personale commento in merito ai numerosi articoli apparsi in questi mesi sulla stampa locale circa la futura collocazione della statua bronzea di Giulio Cesare, attualmente collocata presso la caserma Giulio Cesare di via Flaminia, infrastruttura chiusa nel settembre del 2019 in seguito allo scioglimento del 2° Gruppo di artiglieria controaerei. L’area della ex caserma verrà utilizzata (speriamo prima possibile) per la cittadella della sicurezza dove troveranno posto gli uffici della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza e probabilmente anche da alcuni uffici della Prefettura. In questi mesi chiunque si è sentito nella facoltà di esprimere un proprio giudizio su dove poter collocare la statua bronzea. C’è chi vorrebbe relegarla nel lapidario all’interno del museo civico, chi la vorrebbe in piazza Tre Martiri (in sostituzione della copia fatta nel 1996 dall’“originale” della caserma e finanziata dal Rotary Club e dalla banca di Rimini e San Gaudenzio), chi la vuole sotto l’Arco di Augusto, chi invece preferirebbe portarla a Savignano sul Rubicone, o, addirittura, in modo provocatorio, c’è chi ha proposto che venga collocata a Piacenza. La storia delle “sparizioni” della statua, che prima è stata nascosta nel capannone dell’acquedotto e poi sotterrata nel greto del Marecchia durante il dopoguerra, e del suo casuale ritrovamento, sono ormai cronaca più o meno conosciuta. Vi è, tuttavia, un’unica certezza: la statua bronzea ha trovato rifugio nel 1953 presso la caserma “Giulio Cesare” e da allora per quasi 70 anni è stata custodita dagli artiglieri contraerei. Anche la collocazione scelta in quel frangente, di fronte l’ingresso principale, non fu casuale: doveva essere visibile a chiunque voleva ammirarla dall’esterno. Negli anni a seguire più volte è stata chiesta la restituzione della statua per collocarla in città, ma per numerosi e differenti motivi, alle richieste non sono mai seguiti i fatti e anche questa è storia nota. Quello che non riesco a comprendere è che ancora oggi si continua a strumentalizzare un bene storico della città di Rimini, a prescindere da chi l’ha donata a suo tempo, che, per la maggior parte dei riminesi di oggi e per i turisti, è solo una statua dell’imperatore, riconducibile al passato romano di Rimini, alla stregua di tanti altri monumenti presenti in città. Dato che ancora c’è chi la ritiene scomoda perché donata da Mussolini, perché non abbattere tutti quegli edifici costruiti seguendo l’architettura fascista e approvati dal Duce durante le sue molteplici visite in città? Tantissimi sono quelli presenti in città, basta digitare sul web “architettura fascista Rimini” e vedere tutte le foto. Ma ai giorni nostri qualcuno si chiede ancora se tali edifici o monumenti sono fascisti? Credo che per le generazioni di oggi tutto ciò sia ininfluente. Tuttavia, ad oggi, c’è una minoranza di persone che la pensa diversamente e giudica la statua come qualcosa di offensivo. Ormai è storia passata, certamente da dimenticare, ma ritengo che la statua sia solo un bene storico della città e nient’altro. Il mio appello, dunque, è il seguente: visto che nell’area della ex caserma “Giulio Cesare” di via Flaminia sorgerà la cittadella della sicurezza, perché non lasciare la statua lì dove ha dimorato per quasi 70 anni? Avendo lavorato alla caserma “Giulio Cesare” per tantissimi anni, vi posso assicurare che per tutti noi militari la statua ha rappresentato, con orgoglio, il simbolo della caserma. Per tutti questi anni il nostro Giulio è sempre stato lì a vigilare l’ingresso della caserma insieme all’ufficiale di picchetto e al personale di guardia, giorno e notte, tenendoci compagnia soprattutto durante i Natali, i Capodanni e le feste pasquali passate li dentro quelle mura quando rimaneva in caserma solamente pochissima gente. Lo abbiamo sempre trattato con rispetto come uno di noi, era sempre pulito e splendente e soprattutto al sicuro, lontano da tutti quelli a cui dava fastidio. Tutte le personalità della politica, delle istituzioni, della chiesa e semplici cittadini che sono venuti in visita in caserma in tutti questi anni, a prescindere dalle loro ideologie politiche, non hanno mai disdegnato di fare la foto davanti alla statua di Giulio Cesare, allora perché ancora oggi ci si ostina a strumentalizzarla? Perché alcuni ritengono che la copia possa stare in piazza e l’originale no? Non sono uguali? Esprimo nuovamente la mia richiesta, sicuramente condivisa dalle migliaia di persone che in tutti questi anni sono stati alla Giulio Cesare. Adesso che in questi giorni sono andati via definitivamente gli ultimi artiglieri e l’infrastruttura è stata ceduta all’agenzia del demanio, lì dentro è rimasto solo lui a vigilare. E allora lasciamolo lì, a casa sua, dove è stato per tutti questi anni fino adesso a fianco agli artiglieri e magari in futuro a fianco dei poliziotti e finanzieri. La piazza, d’altronde, il suo Giulio ce l’ha già e questa potrebbe essere la soluzione che mette tutti d’accordo. Lucio Cavolo

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