Cronaca

Coronavirus, i sidacati: "Nel Riminese emergenza per 26mila lavoratori"

"Sottoscritti oltre 1.300 accordi per accedere agli ammortizzatori sociali"

Un'immagine d'archivio

Sono "centinaia" le lettere che i sindacati di Rimini stanno ricevendo per la richiesta di ammortizzatori sociali e cassa integrazione a causa della contrazione o totale sospensione dell'attività in seguito all'emergenza sanitaria. Come spiegano le segretarie di Cgil, Cisl Romagna e Uil provinciali, Isabella Pavolucci, Paola Taddei e Giuseppina Morolli, a oggi sono oltre 3.000, di cui almeno 1.300 nel settore artigianato, gli accordi firmati, con oltre 26.000 lavoratori coinvolti. Dunque "una crisi dagli effetti devastanti. Non c'è settore che possa ritenersi escluso" anche se i "maggiormente coinvolti" sono commercio, turismo, servizi, edilizia, le imprese del settore produttivo alimentare e la manifattura in genere dalla metalmeccanica al tessile. Le sedi sindacali, proseguono le segretarie, sono rimaste chiuse al pubblico con "pochissimi operatori" impegnati a rispondere alle "innumerevoli richieste dei cittadini confusi e disorientati", che chiedono "se e come poter accedere alle misure vecchie e nuove di sostegno all'economia familiare e personale".

"L'altra priorità" per le parti sociali resta la ripartenza: "Si lavora soltanto dove sono garantite la salute e la sicurezza. Vanno pertanto ripensati i modelli organizzativi, gli spazi, gli orari di lavoro, la mobilità, e osservati i dispositivi di protezione individuali". Da qui la richiesta di aprire dei tavoli provinciali per "definire le linee guida sulla salute e sicurezza, e, a seguire, accordi nelle aziende, nei siti o di bacino e la messa a punto da parte degli Enti preposti di un sistema di controlli e verifiche sui luoghi di lavoro".

(fonte Agenzia Dire)

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