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Ricostruita la fuga del killer del Rio Agina: la latitanza organizzata da uno zio

L’attività ha permesso di acclarare che la latitanza dell'omicida era stata organizzata da uno zio del fuggitivo, domiciliato a Misano Adriatico, 50 anni albanese, che, tirando le fila dei vari contatti familiari, di fatto era riuscito nell’intento di far dileguare il nipote

Nuovi sviluppi nelle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Riccione sull'omicidio di Nimet Zibery, il 24enne assassinato il 17 marzo scorso nel parcheggio del Conad “Agina” di Misano con alcuni colpi d'arma da fuoco esplosi a bruciapelo da Paulin Nikaj. Gli uomini dell'Arma hanno infatti denunciato nove persone per favoreggiamento. L’attività ha permesso di acclarare che la latitanza dell'omicida era stata organizzata da uno zio del fuggitivo, domiciliato a Misano Adriatico, 50 anni albanese, che, tirando le fila dei vari contatti familiari, di fatto era riuscito nell’intento di far dileguare il nipote. Gli inquirenti sono al momento in attesa dell’estradizione per chiarire ulteriori aspetti investigativi.

Paulin, dopo aver assassinato il 24enne, si era dileguato lungo un tratto di strada nel Comune di Cattolica. Da quel momento in poi l’assassino aveva fatto perdere le proprie tracce dandosi alla latitanza, favorito da una fitta schiera di fiancheggiatori/parenti che gli investigatori hanno poi ricostruito identificando i responsabili. L'attività investigativa ha portato gli inquirenti, in prima battuta a Foligno, dove era stato segnalato il veicolo del fuggitivo e dove era appurato che l’omicida aveva alcuni familiari.

I costanti servizi di osservazione e di raccolta d’informazioni hanno permesso di verificare che nella stessa giornata del delitto, Nikaj  Paulin, dopo aver cercato, senza successo, l’appoggio di alcuni parenti della moglie a Senigallia, era giunto nei pressi di Trevi e Foligno. Proprio in una via della cittadina umbra, è stata rinvenuta e sequestrata l’auto della fuga, una citroen C4 di colore azzurro. Da qui, dopo alcune ore, forse avendo ritenuto il posto poco sicuro, è stato prelevato da un altro cugino paterno, 54enne albanese, residente nel bergamasco (Bolgare)  che la notte stessa l'ha portato in Lombardia.

Questi, insiemealla moglie 46enne e il figlio 24enne, entrambi albanesi, ha favorito la latitanza iniziale di Paulin in quella zona. In seguito, grazie ad altri parenti, il fuggitivo si è spostato nel varesotto sino ad arrivare in Svizzera. Sono così stati identificati altri cugini del killer, tra i 29 ed i 43 anni, residenti tra Varese e Legnano.

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