In centinaia all'open day della Casa della Salute dell’Alta Valmarechia

Il concetto di integrazione delle cure, alla base e al centro degli interventi di tutti i relatori. Integrazione tra cure ospedaliere e territoriali, e la casa della salute con sede all’interno del “Sacra Famiglia” rappresenta, anche fisicamente, questo concetto

Oltre 150 persone hanno partecipato, stamane, all’open day della Casa della Salute dell’Alta Valmarechia, all’ospedale “Sacra Famiglia” di Novafeltria. I posti a sedere erano già pieni al momento delle relazioni introduttive, alle ore 10, poi anche altri cittadini sono andati, fino alle ore 12:30, a far visita alla struttura. Il concetto di integrazione delle cure, alla base e al centro degli interventi di tutti i relatori. Integrazione tra cure ospedaliere e territoriali, e la casa della salute con sede all’interno del “Sacra Famiglia” rappresenta, anche fisicamente, questo concetto. L’ospedale dunque, che nessuno intende toccare, come luogo in cui somministrare le cure più urgenti e appropriate per il ricovero; quindi i servizi territoriali nella casa della salute dove, però, trovano sede anche diversi specialisti ambulatoriali per visite ed esami diagnostici, e dove, letteralmente a “due passi”, vi sono apparecchiature radiologiche importanti. Integrazione e collaborazione dunque, non sostituzione o “concorrenza”.

Nello specifico il dottor Stefano Busetti (direttore del Presidio di Rimini Santarcangelo e Novafeltria) ha ribadito gli investimenti, presenti e in corso, per miglioramento strutturale dell’Ospedale mentre l’architetto Enrico Sabatini (direttore Ufficio Tecnico) ha ricordato che stanno procedendo i lavori per la Rsa, in modo da dar vita ad una vera e propria cittadella sanitaria per Novafeltria e per l’intera Alta Valmarecchia.
Nello specifico della casa della salute, la dottoressa Lorena Angelini (responsabile Cure Primarie di Rimini) ha evidenziato come “le cure territoriali si stanno modificando velocemente” e ha quindi illustrato il funzionamento della struttura. Ha inoltre annunciato che “di qui a breve apriranno due nuovi servizi legati alla presa in carico e alla prevenzione per i pazienti” vale a dire un ambulatorio infermieristico (per iniezioni e altre prestazioni per le quali spesso i cittadini, specie quelli anziani, fanno fatica), un ambulatorio sulle cronicità che chiamerà  e visiterà i pazienti a rischio, inviati dai medici di famiglia, specialmente per le specialità respiratorie e cardiologiche: “Sarà effettuata una chiamata attiva, con l’obiettivo di prevenire o diagnosticare rapidamente eventuali patologie, e di seguire adeguatamente i pazienti quando le patologie diventano croniche” ha spiegato la dottoressa Lorena Angelini.

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Ha ripercorso anche un po’ di storia Stefano Zanchini, medico di famiglia e coordinatore del Nucleo di Cure Primarie dell’Alta Valmarecchia: “Quando ci hanno proposto la casa della salute in ospedale avevamo qualche dubbio per cui abbiamo chiesto due garanzie prima di aderire: la tutela dell’ospedale e la possibilità di mantenere i nostri ambulatori ‘perifierici’. Ottenute queste due rassicurazioni abbiamo accettato. Ora a qualche mese di distanza il risultato è positivo. In particolare il fatto di poter avere, a rotazione, un medico anche tra le 13 e le 16, è molto apprezzato dalla cittadinanza”. Il sindaco di Novafeltria Lorenzo Marani, in qualità di primo rappresentante della sanità cittadina, ha a sua volta manifestato soddisfazione per l’operazione, e ricordato l’importanza dell’ospedale e, più in generale, delle strutture sanitarie per questo territorio. Quindi la visita “guidata” alla struttura, rimasta aperta al pubblico dalle ore 10 alle ore 12:30, con presenti alcuni dei medici di famiglia che vi esercitano la professione e co i servizi aziendali che a sua volta ne fanno parte, aperti.

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