Servizi per l’infanzia: la Provincia dà il via ad interventi per 645mila euro

In provincia di Rimini sono 2109 i posti disponibili nei servizi educativi per la prima infanzia (pubblici e privati autorizzati) e 350 le sezioni di scuole dell’infanzia (statali, comunali e private paritarie)

La Giunta provinciale di Rimini ha approvato, mercoledì, le linee di indirizzo per la concessione di finanziamenti finalizzati a favorire e sostenere la qualificazione ed il miglioramento dei servizi rivolti ai bambini della fascia 0-6 anni. Si tratta in particolare di servizi educativi per la prima infanzia (nidi, spazi bambino, Centri per bambini e genitori, piccoli gruppi educativi) e scuole dell’infanzia. Gli interventi rientrano nel quadro delle azioni sostenute dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito delle leggi regionali per le quali sono state stanziate a favore del territorio della provincia di Rimini risorse per 645mila Euro.

In provincia di Rimini sono 2109 i posti disponibili nei servizi educativi per la prima infanzia (pubblici e privati autorizzati) e 350 le sezioni di scuole dell’infanzia (statali, comunali e private paritarie). Di recente è stato inaugurata una nuova struttura di nido (30 posti) dal Comune di San Leo così come è in dirittura d’arrivo il micro-nido del nuovo Comune di  Poggio-Torriana; interventi, entrambi,  sostenuti dalla Provincia di Rimini attraverso i fondi della Regione Emilia Romagna che hanno portato alla creazione di ulteriori 43 posti

“Risorse importanti - spiega l’assessore all’Istruzione della Provincia di Rimini, Meris Soldati - che da anni, attraverso una programmazione condivisa con il territorio, la Provincia di Rimini mette a disposizione dei servizi per l’infanzia. Servizi che, nonostante le grosse difficoltà incontrate in questi anni di crisi, non sono mai arretrati sul piano della qualità. Vi è infatti la consapevolezza che investire su questi servizi, in un’ottica di sistema integrato differenziato e flessibile, significa investire veramente sul futuro. In ogni caso – aggiunge la Soldati – occorre sempre tenere alta l’attenzione sulla qualità dei servizi pur nella necessaria attualizzazione della loro organizzazione in relazione ai nuovi contesti sociali e lavorativi che la crisi ha prodotto. In questo senso un importante lavoro è stato avviato da qualche anno dal Gruppo di coordinamento pedagogico provinciale con l’obiettivo di individuare le formule organizzative in grado di garantire il miglior servizio possibile ai ragazzi e alle famiglie del territorio”.

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