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Domenica, 29 Maggio 2022
Cronaca

Start Romagna, i sindacati: "A 10 anni dalla costituzione manca la visione. Poco dialogo e stipendi bassi"

"Di fatto non esiste ancora una azienda unica, ma bensì ci sono ancora le tre aziende di provenienza", secondo i sindacati

"A oltre 10 anni dalla costituzione di Start Romagna (01/01/2012 data di costituzione), di fatto non esiste ancor  una azienda unica, ma bensì ci sono ancora, di fatto, le tre aziende di provenienza.  La politica che governa i tre bacini di Area Vasta non ha saputo gestire la sua azienda nella direzione  dell’armonizzazione delle regole e l’ottimizzazione dei servizi e soprattutto dei costi. A rendere tutto più complicato, hanno contribuito le varie direzioni e presidenze aziendali, che negli anni si sono  avvicendate, ed in particolare quella attuale che ha paradossalmente investito in attività ristorative estranee alla  missione aziendale". Così in una nota Uiltrasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferrotranvieri.

"Questo a danno della comunità - secondo i sindacati - che si ritrova costi elevati, per dei servizi non commisurati alle esigenze.  Contemporaneamente rileviamo una grande insoddisfazione dei lavoratori, che paradossalmente in questo  scenario, vedono diminuire il potere d'acquisto delle proprie retribuzioni e il livello occupazionale. Uiltrasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferrotranvieri, negli ultimi mesi, viste le evidenti criticità, hanno  provato a coinvolgere tutta la proprietà (comune di Rimini, Forlì, Cesena, Ravenna), non ricevendo al momento  un riscontro apprezzabile alle ripetute richieste di incontro. Solo qualche timido contatto telefonico, poi  naufragato nel silenzio totale".

"La nostra richiesta di poter interloquire con gli enti locali, non era volta a richiedere esborsi economici, ma  esclusivamente a cercare di concertare soluzioni politiche/organizzative che potessero essere di soddisfazione per  tutti: lavoratori, enti locali e utenza; soluzioni a costo zero.  Ciò ci lascia amareggiati, ma soprattutto ci fa intendere che non si vuole dare il giusto peso ad un settore di servizi  essenziali, quale è il Tpl e non si vogliono discutere/affrontare i problemi con chi rappresenta la base. Dalla parte di Start Romagna si cerca esclusivamente di creare una azienda di facciata, ma assolutamente non di  sostanza, condizione preoccupante anche in previsione delle gare di affidamento.  Dopo diversi anni, ci troviamo con un numero esiguo di accordi sottoscritti (da contare sulle dita di una mano),  alcuni dei quali non condivisi da tutta la delegazione e che non rispondono ai requisiti che ci eravamo tutti  prefissati e avevamo messo alla base della costituzione di Start Romagna.
Lo scarso risultato è frutto anche di una spaccatura del tavolo di trattativa, voluta da alcune organizzazione  sindacali, che secondo noi vede la dirigenza Start complice di questa divisione".

"Più volte abbiamo invocato l’unitarietà del tavolo di trattativa - proseguono i sindacati - essendo fermamente convinti che solo in questo  modo si possano produrre risultati apprezzabili, ma non abbiamo avuto ascolto da nessuno degli attori coinvolti. Oltre alle difficoltà finora descritte, ci troviamo anche in una cronica carenza di personale, che comporta sovente  grossi disagi al servizio.  Molto spesso infatti, la soppressione di corse che viene attribuita alle assenze imputabili al periodo di emergenza  Covid, in realtà sono frutto della volontà aziendale di andare verso una riduzione del personale di guida, che va  avanti ormai da anni.  Già agli inizi del 2020 (nel mese di febbraio) facemmo manifestazioni e proteste per un accumulo di circa 6000  giornate di ferie, che gli operatori dovevano aver già smaltito nell’anno precedente".

"Poi il momento della cassa integrazione (Fondo Bilaterale di Solidarietà) ha attenuato il problema, che si è  prepotentemente riproposto alla conclusione del lockdown, fino ad arrivare ad oggi.  Dobbiamo rilevare la difficoltà di Start Romagna nel reperire personale addetto alla guida, a causa della  retribuzione che non soddisfa e non permette di vivere dignitosamente (parliamo di stipendi che appena superano  i 1000 euro mensili). Il problema è acuito dal fatto che anche coloro che vengono assunti, a distanza di qualche mese, al presentarsi  della prima “buona occasione” si licenziano, facendo ripiombare l’azienda nel deficit di personale. Noi come Uiltrasporti, Usb Lavoro Privato e Ugl Autoferrotranvieri dopo aver più volte denunciato  pubblicamente questi problemi, che poi inevitabilmente ricadono sulla comunità e non ultimo sui lavoratori,  lanciamo l’ennesimo grido di allarme e chiediamo pubblicamente alla politica locale, di prendersi le proprie  responsabilità e di farsi carico delle problematiche del Tpl Romagnolo; di essere quindi coinvolti in una  discussione che porti verso una seria analisi e soluzione dei problemi".

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